Requisiti acustici passivi – rumore.it http://www.rumore.it 30 anni di esperienza in acustica - 340 0664170 Wed, 14 Sep 2016 08:30:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.29 L’importanza del collaudo acustico negli edifici http://www.rumore.it/?p=246 http://www.rumore.it/?p=246#respond Thu, 07 Jan 2016 09:41:46 +0000 http://www.rumore.it/?p=246 P1010831               

Livello approfondimento: Base

Il fatto che recentemente sempre più  tecnici comunali inizino a richiedere il collaudo acustico dell’edificio al fine del rilascio del certificato di abitabilità, pone il costruttore, ma anche il progettista e direttore dei lavori, nella condizione di ben considerare il rispetto dei requisiti acustici passivi e le disposizioni impartite dal tecnico acustico.

Molto spesso infatti la relazione preliminare sul rispetto dei requisiti acustici passivi ai sensi del DPCM 5 dicembre 1997, è vista come un mero atto burocratico, da recapitare  preliminarmente all’ufficio tecnico comunale, o agli acquirenti, al fine di confermare il rispetto dei requisiti acustici di legge che sono comunque ancora tutti da verificare, in quanto solo il relativo collaudo certifica la loro effettiva presenza.

Oltre che per adempiere alle prescrizioni degli uffici tecnici comunali, il collaudo acustico andrebbe sempre svolto a realizzazione compiuta delle unità abitative, al fine di verificare il rispetto della legge prima ancora di aver venduto gli appartamenti o al fine di eliminare gli eventuali  vizi acustici presenti.

Vizi acustici presenti che sempre più spesso generano ricorso all’Autorità giudiziaria con sentenze anche molto pensanti nei confronti dei costruttori e dei terzi chiamati in causa.

Una volta  ultimate le unità abitative anche nelle opere di finitura, e quindi ad esempio con i battiscopa presenti, profili dei serramenti installati e portoncini blindati registrati,  è quindi   utile, prima della vendita delle unità abitative, far eseguire un collaudo acustico da un tecnico competente in acustica ambientale, iscritto ai rispettivi albi regionali, che è l’unica figura professionale in grado di adempiere alle disposizioni legislative a riguardo.

Dopo la vendita delle unità abitative  infatti risulta molto difficile intervenire per sistemare i requisiti acustici non conformi, sia per la presenza di persone e cose all’interno degli appartamenti, sia per il consenso preventivo dei nuovi proprietari ad ogni indagine acustica e ad ogni eventuale opera di bonifica acustica.

Del resto un collaudo acustico a campione rappresentativo, e quindi limitato a poche unità abitative all’interno dei fabbricati plurifamiliari, ha un costo che orientativamente si attesta sui 1500 – 2000 euro, cifra tale da non impedire una verifica tecnica di importanza fondamentale per la tranquillità legale del costruttore e quella effettiva dei condomini.

 

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L’indice di valutazione che non perdona. http://www.rumore.it/?p=188 http://www.rumore.it/?p=188#respond Tue, 04 Aug 2015 16:02:54 +0000 http://www.rumore.it/?p=188

Livello approfondimento: Base

Tra i requisiti acustici riportati nel DPCM 5 dicembre 1997, ne esiste uno che è quello che più di tutti si presta ad interpretazioni e discussioni tra progettisti e direttori dei lavori, non già tra i tecnici acustici che invece lo conoscono bene e sanno come affrontarlo.

E’ questo  il requisito a calpestio, tecnicamente chiamato l’indice del livello di rumore di  calpestio di solai normalizzato.

A differenza dell’indice del potere fono isolante apparente di partizioni  fra ambienti che presuppone l’applicazione  certa e ben specificata in  unità abitative differenti, L’indice a calpestio si applica anche all’interno della stessa abitazione, ad esempio nei solai di ville singole o a schiera, e non solo nelle palazzine tra solai confinanti verticalmente discendenti e ascendenti, ma anche a quelli confinanti lateralmente.

Questa applicazione “semper” non è molto conosciuta  da alcuni operatori del settore che  intendono l’effetto calpestio solo dall’alto al basso, e per questo,  nei piani terra delle palazzine, a volte anche in buona fede, evitano  di posizionare il materassino anticalpestio, con conseguenti insorgere di evidenti problematiche dal lato acustico.

E così facendo l’indice del calpestio laterale ma anche tra solai ascendenti non viene rispettato, facendo insorgere situazioni di conflitto condominiale e – ma questo difficilmente verificabile – anche famigliare.

La mancanza di questo requisito è infatti una delle principali cause dell’insorgenza di contenzioso civile, per via degli effetti acustici a volte insopportabili che evidenziano i condomini.

Nella mia esperienza infatti la mancanza del materassino anticalpestio nei solai, pone il valore dell’indice relativo  di norma intorno a 78 – 80 dB, contro un valore limite di legge di 63 dB negli ambienti residenziali.

L’estrema difficoltà nel produrre  validi rimedi  alla mancanza del materassino anticalpestio, ma anche ad una posa non adeguata  – tutte le soluzioni che non comportano interventi diretti sull’intradosso del solaio sono palliativi – rendono questo requisito il più critico in assoluto tra tutti quelli presenti nel DPCM 5 dicembre 1997.

Nell’immagine un esempio di corretta stratigrafia di un solaio posto al piano terra.

terra

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Le “trappole acustiche” nei tetti in legno. http://www.rumore.it/?p=184 http://www.rumore.it/?p=184#respond Tue, 04 Aug 2015 14:51:16 +0000 http://www.rumore.it/?p=184

Livello approfondimento: Base

Nel caso di ville a schiera con il tetto in legno, molto spesso errori progettuali portano a conflitti acustici tra locali abitativi di  unità residenziali confinanti.

Nei locali sottotetto infatti, anche quelli destinati a permanenza continuativa di persone, spesse volte l’isolamento acustico lascia a desiderare, nonostante sia cultura consolidata  che il tetto in legno sia molto  più debole acusticamente di una copertura in calcestruzzo e laterizio classica.

Raramente infatti la muratura di delimitazione fra unità abitative viene prolungata oltre la falda  della copertura, come acusticamente sarebbe buona regola,  e questo porta all’insorgenza di vistosi “ponti acustici” tra la parte di muratura dove la copertura appoggia e il tetto stesso.

In sostanza il rumore di tipo aereo esce dalla copertura acusticamente debole della prima unità abitativa ed entra nella seconda e viceversa, proprio per via della diversa impedenza acustica dei materiali murari classici e quelli in legno.

Per ovviare a questa situazione è doveroso rafforzare con lamine acustiche la copertura, subito dopo l’assito interno e soprattutto provvedere alla realizzazione delle cosidette “trappole acustiche” , che posizionate tra la parte finale della muratura e la copertura ostacolano le onde propagatrici del rumore.

Trappole acustiche – che sono sostanzialmente setti di separazione – con larghezza minima pari allo spessore della muratura fino a valori di due volte superiori nel caso non sia possibile posizionare le lamine acustiche a  copertura  di una vasta superficie  del tetto.

La composizione di detti setti di separazione varia con la composizione stratigrafica della copertura stessa, ma sostanzialmente si tratta di posizionare materiali a diversa densità e fono impedenza, come quelli evidenziati nell’immagine a titolo di esempio.

In assenza di questi accorgimenti, per risolvere le problematiche acustiche una volta verificate, a meno di riposizionare la copertura,  non esiste altra soluzione che agire direttamente dall’interno dei locali stessi posizionando sistemi incrementativi del potere fono isolante della soffittatura in legno, che daranno luogo  inevitabilmente  a cambiamenti estetici dell’assito ligneo e diminuzione dell’altezza dei locali.

Da qui la necessità di una buona progettazione acustica degli ambienti abitativi, con la stesura di adeguata relazione sui requisiti acustici passivi  ai sensi del DPCM  5 dicembre 1997.

Disegni  particolari isolamento

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Gli errori e i rimedi nella posa del materassino desolidarizzante sui solai. http://www.rumore.it/?p=93 http://www.rumore.it/?p=93#respond Thu, 30 Jul 2015 16:46:03 +0000 http://www.rumore.it/?p=93

 

Livello approfondimento: Base

Spesso durante le visite preliminare in cantiere delle partizioni soggette a collaudo acustico, capita di constatare l’esistenza del materassino desolidarizzante, posato anche in maniera corretta, ma posto nella condizione di non espletare appieno la sua funzione resiliente.

Succede infatti che il piastrellista nelle fasi di preparazione dell’intervento elimini per ragioni di comodità operativa la bandella laterale a risvolto o a L sulla muratura perimetrale lasciando il massetto superficiale  senza  il risvolto resiliente (vedi foto sotto).

La posa successiva della pavimentazione stessa a ridosso quindi della muratura  sarà soggetta a ponte acustico evidente, specialmente se viene fugata la pavimentazione contro la muratura perimetrale.

Questa operazione del tutto  inopportuna,  rende la pavimentazione e la struttura muraria fra loro collaboranti, con l’insorgenza di solidarizzazioni  tali da rendere a volte anche inutile la presenza del materassino resiliente  inserito sotto massetto, con  i successivi  valori di collaudo molto lontani dal limite stabilito dal  DPCM 5 dicembre 1997.

Il collegamento strutturale  tra le superfici  normali esistenti andrà quindi  demolito, tagliando con flessibile o altra operatrice  la linea di contatto tra la pavimentazione e la muratura fino a riprendere il materassino sottostante  e per tutta la lunghezza del perimetro dei locali.

Si tratterà poi di inserire nello scasso lineare nuovo materiale resiliente e di rifinire con la posa di battiscopa opportunamente sollevato dalla pavimentazione.

Operazioni non propriamente semplici che comunque non determineranno automaticamente il ripristino delle particolarità resilienti del materassino inserito ma un abbattimento dell’indice di isolamento di calpestio valutabile dai 3 dB ai 7 dB a secondo della accuratezza dell’operazione di desolidarizzazione.

Resta di fondamentale importanza quindi per il direttore dei lavori conferire puntualmente con il piastrellista,  illustrando nel caso  lo scopo della presenza e le caratteristiche delle bande resilienti laterali, al fine di non inficiare con procedure azzardate le particolarità acustiche a calpestio del solaio.

errori posa calpestio

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